I bombi cittadini sono più forti di quelli campagnoli

In questi giorni sui social di Apiantide ci siamo trovati ad argomentare su un assunto che sempre più spesso appare anche sui giornali: gli apoidei urbani prosperano mentre quelli di campagna spesso sono in difficoltà. Difficile a credersi ma ci è capitato di essere attaccati su questo argomento e a poco sono valsi i nostri inviti a consultare i dati reali a riguardo. Le motivazioni, di quello che appare come un controsenso, sono svariate, prima fra tutte la quasi assenza di pesticidi ed erbicidi a cui gli insetti non sopravvivono e che in città sono meno presenti che nelle campagne ove si praticano le colture intensive e non solo. Potremmo parlare dell'inquinamento dei trasporti e dei riscaldamenti ma le ricerche serie, fatte sulle popolazioni di impollinatori in città, ci dicono che tali insetti prosperano nell'ambiente urbano. L'articolo a cui facciamo riferimento oggi è a firma di Victoria Allen, corrispondente scientifico del Daily Mail online. Lo studio, di cui ci riferisce, ha preso in esame un migliaio di bombi urbani e altrettanti campagnoli di nove città tedesche. I risultati di questa osservazione hanno portato alla scoperta che i bombi cittadini sono il 4% più grandi rispetto a quelli di campagna: gli scienziati pensano che ciò sia dovuto alle maggiori distanze che tali insetti sono obbligati a percorrere in città per raggiungere i loro pascoli: parchi, cimiteri, balconi, giardini privati e aiuole pubbliche. Secondo quanto riporta la professoressa Antonella Soro dell'Università Martin Luther di Halle-Wittenberg, maggiori dimensioni significa anche una vista migliore, cerveli più grandi e quindi maggiore memoria. Sono anche bersagli meno facili per i predatori naturali e sembrano più abili nell'individuare i fiori e nel ricordare la loro posizione.
Gli apoidei presi in esame sono api cardatrici (del genere Anthidium) e bombi dalla coda rossa o dalla coda buffa (esistono davvero, non scherziamo :)

Questa notizia, già nota a chi si occupa di api, è la conferma che la conoscenza sul mondo di questi insetti va diffusa e ampliata: Apiantide nasce anche per questo motivo. Nei prossimi giorni vi daremo prova di quanto poco ne sappiano, di questi preziosi insetti, anche personaggi che invece di questi animali ci campano: non vogliamo spoilerare i contenuti in arrivo sul sito ma vi anticipiamo che siamo stati definiti farlocchi buontemponi perchè sosteniamo (dati alla mano) che in città le api e i bombi prosperano.

Chiudiamo con una curiosità che spesso si sente citare in un romantico aforisma metropolitano: "I bombi non hanno una forma adatta al volo, ma loro non lo sanno e volano lo stesso". Questa affermazioni nasce dall'osservazione di questi insetti fatta agli inizi del '900 dall'entomologo francese Antoine Magnan: egli, nel tentativo di applicare le regole della resistenza dell'aria sugli insetti, arriva alla conclusione che molti di loro non dovrebbero essere in grado di volare ma, saggiamente, aggiunge "Non ci si dovrebbe sorprendere del fatto che i risultati dei calcoli non coincidano con la realtà".

Il bombo nella foto qui sopra appartiene a una delle 250 specie di bombi esistenti in natura, 43 delle quali sono presenti anche in Italia.