I 63 numeri che raccontano la diminuzione degli impollinatori

Grazie all'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, esiste un bellissimo "quaderno" dal titolo Il declino delle api e degli impollinatori. Le risposte alle domande più frequenti. Una lettura che qui ad Apiantide abbiamo fatto a occhi sgranati. Materiale che spiega esattamente perchè siamo nati come associazione: imperdibile. Qui ne abbiamo realizzato un estratto che contiene quasi esclusivamente numeri... da pazzi. 45 pagine riassunte in 63 numeri. Un esercizio di stile da ripetere.

Quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori, come api, vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli, finanche mammiferi, per trasferire il polline da un fiore all'altro e completare la riproduzione sessuale.

Oltre il 75% delle principali colture agrarie (nel processo di produzione alimentare) beneficia dell'impollinazione operata dagli animali in termini di produzione, resa e qualità.

Tra 200 e 488 miliardi di euro è il valore economico stimato per la produzione agricola mondiale direttamente associata all'impollinazione animale.

20.000 specie: tra tutti gli impollinatori, le specie del genere Apis sono le più numerose al mondo. Tra tutte, la più conosciuta è l’ape domestica, nome scientifico Apis mellifera, conosciuta mondialmente come ape italica.

600.000 sono gli apicoltori presenti in tutta l'Unione Europea.

17 milioni di alveari nell’Unione Europea che producono circa 250.000 tonnellate di miele l’anno (Apiantide non produce o commercializza miele).

2.400 a.c.: la data a cui si fa risalire il connubio tra esseri umani e Apis mellifera- Ci sono persino indicazioni di persone dell'età della pietra che raccolgono prodotti delle api. Tracce di cera d'api sono state trovate in un sito risalente a un periodo che precede l’invenzione dell’agricoltura.

16.000 sono le specie di insetti impollinatori oltre l’ape: appartengono agli Ordini dei Lepidotteri (farfalle), Ditteri (sirfidi) e Coleotteri (coccinelle, maggiolini, scarabei, ecc.) e a diverse specie di Imenotteri con famiglie vicine a quella delle api, come le vespe.

1.000 sono le specie di vertebrati che gli zoologi annoverano tra gli animali impollinatori.

Il 9% di tutte le specie di uccelli e mammiferi è attualmente ritenuto un impollinatore.

Oltre 300 mila specie di piante provviste di fiore richiedono impollinatori animali nel mondo.

10% l’impollinazione effettuata da insetti appartenenti ai Lepidotteri (farfalle, falene, ecc.).

15% l’impollinazione effettuata da insetti appartenenti ai Coleotteri (scarabei, coccinellidi, ecc.).

27% l’impollinazione effettuata da insetti appartenenti ai Ditteri (mosche, sirfidi, ecc.).

48% l’impollinazione effettuata da insetti appartenenti agli Imenotteri (api, bombi, vespe, ecc.).

75% delle piante Angiosperme è impollinata dagli insetti appena elencati. Tra tutti gli impollinatori, le specie di maggiore rilevanza sono comprese negli Imenotteri Apoidei, una superfamiglia dell’ordine degli Insetti che in Europa è rappresentata da sei famiglie, quali Colletidae, Andrenidae, Halictidae, Melittidae, Megachilidae e Apidae.

Più del 90% dei principali tipi di colture agricole al mondo sono visitate dagli Apoidei.

Circa il 30% dei principali tipi di colture agricole al mondo sono visitate dai Ditteri.

Meno del 6% dei principali tipi di colture agricole al mondo è visitato da altri insetti.

La riproduzione di circa l'84% delle specie vegetali europee dipende dagli Apoidei.

Il 76% della produzione alimentare europea dipende dall'impollinazione degli Apoidei, con un valore economico stimato di 14,2 miliardi di euro all’anno.

Le 20.077 specie di Apoidei conosciute al mondo, nella stragrande maggioranza, sono selvatiche (non domesticate).
Solo alcune specie di api, come l'ape occidentale (Apis mellifera), l'ape orientale del miele (Apis cerana), alcuni calabroni, alcune api senza pungiglione e alcune api solitarie, sono allevate (domesticate).

70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta è garantita dalle api domestiche e selvatiche.

L’88% delle piante selvatiche da fiore del mondo (circa 308.000 specie) dipende, per la riproduzione, dall’impollinazione animale.

Circa il 70% delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale beneficia dell’impollinazione animale.

L’80% della produzione delle 264 specie coltivate in Europa dipende dall’attività degli insetti impollinatori.

2 milardi di euro l’anno: la valutazione economica del servizio di impollinazione delle aree agricole italiane.

Il 78% della flora selvatica europea dipende, almeno in parte, dall’impollinazione animale.

In Italia l’80% della flora erbacea, arbustiva e arborea è favorita dagli apoidei selvatici, da quelli di allevamento, come l’ape domestica e dai bombi.

50.000 le api presenti in un’arnia per apicoltura razionale.

2.000 le uova che ogni giorno depone l’ape regina in un’arnia.

Più del 40% delle specie di impollinatori invertebrati rischiano l’estinzione dal pianeta mettendo a rischio l'equilibrio ecosistemico e il servizio per la società umana che da esso dipende.

Il 17% degli impollinatori vertebrati è minacciato di estinzione globale. Questo dato aumenta fino al 30% nelle isole.

Il 50% delle specie di insetti è in grave declino in Europa.

Il 33% delle specie di insetti, in Europa, è a rischio estinzione.

Il 9% delle specie di api e farfalle è minacciato di estinzione in Europa.

Il 31% della popolazione di farfalle in Europa è scomparso.

696 campioni totali di api morte analizzati nel monitoraggio sulla mortalità degli impollinatori effettuato nel 2019 da un gruppo di ricerca dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

150 residui di pesticidi diversi ritrovati nei campioni dello studio succitato, alcuni dei quali vietati in Europa o non autorizzati all’uso in Italia.

Il 49% dei campioni di api morte ha rivelato la presenza di insetticidi, principalmente del gruppo chimico dei piretroidi (soprattutto il principio attivo tau-fluvalinate, spesso impiegato dagli apicoltori come acaricida).

Il 18% dei campioni ha rivelato la presenza degli organo-fosfati (clorpirifos).

Il 7% dei campioni conteneva dei neonicotinoidi (imidacloprid).

63 differenti principi attivi, trovati nei campioni di api analizzati,  con concentrazioni che vanno da 0,1 a 134.665 nanogrammi/individuo.

51 diversi principi attivi, in concentrazioni variabili da 0,01 a 359,50 mg/kg ritrovati nella cera d'api, propoli, miele e matrici vegetali.

233 sono i tipi di habitat sottoposti a valutazione da uno studio della Commissione Europea denominato “Lista rossa degli habitat a rischio”.

Il 36% di questi habitat è risultato ricadere nelle categorie di rischio più elevato.

Meno del 2% è risultato criticamente minacciato.

L’11%  è risultato minacciato.

Il 24% è risultato vulnerabile.

132 habitat d’interesse comunitario in Italia analizzati nel 2014.

Il 67% di questi si trova nello stato di conservazione “sfavorevole”: il 27% in stato di conservazione “cattivo” e il 40% in stato di conservazione “inadeguato.

 

Fuori dai dati riportati ISPRA in questo studio ne aggiungiamo ancora alcuni:

15 gli euro necessari per diventare soci di Apiantide

Meno di 100 gli attuali associati ad Apiantide

Zero i giorni per capire che è meglio passare a difendere gli impollinatori.

Diventa ora socio di apiantide