Anno nuovo e nuovo bollettino: #4

Da oltre tre mesi non pubblico un aggiornamento sulla situazione di Apiantide e credo che ora sia arrivato il momento.

Questi sette mesi di associazione sono stati davvero intensi, tanto che sembrano passati anni invece che mesi. Apiantide cresce e presenta tutti i problemi di un’adolescenza irrequieta.
Tra 2 settimane, esattamente l’8 di febbraio alle 20.30, ho fissato un incontro online con tutti i cittadini di Apiantide proprio per parlare di questi e altri argomenti. Sarà un incontro in videoconferenza: per il link di accesso e la password è sufficiente iscriversi sul sito e visitare l’area riservata dove sono elencati tutti i dati necessari alla partecipazione. Vi ricordo che i cittadini di Apiantide sono tutto coloro i quali ci hanno sostenuti associandosi o facendo una donazione.

Vi confermo anche la notizia che riguarda il nostro campo laboratorio: in una prima fase era stato deciso di attivarlo in Angera ma le eccessive spese di “impianti” ci hanno fatto cambiare idea e spostato la nostra attenzione su altre soluzioni. Grazie a un nuovo socio abbiamo ottenuto l’utilizzo di un campo, già provvisto di acqua e corrente elettrica, in Valceresio, la zona a nord di Varese, verso il lago Ceresio. Questo socio ci sta dando anche una mano a costruire le arnie che adotteremo come “casa” per le prime famiglie che installeremo appena verranno consegnate.
A tal proposito ci teniamo a confermarvi che, come previsto dal nostro metodo di studio, le api che adotteremo sono già nate nel nostro areale e quindi già accolgono in pieno il nostro intento di opporci all’importazione di insetti da altre aree o, addirittura, paesi.
Uno dei punti che anche Apiantide riconosce come concausa della moria di api, è proprio l’enorme movimentazione di merci e animali che da oltre 30 anni ha preso il via.
Allevare api che siano geneticamente “pronte” all’area che vivranno è il viatico per ottenere api più resistenti e “specifiche”. Contro la movimentazione di famiglie di api dall’estero si è anche espresso il sindaco di Ponza che, in questi giorni, ha emanato un’ordinanza che vieta l’importazione sull’isola di api non appartenenti alla specie apis mellifera Ponziana. Ottimo Sindaco! Noi siamo con Lei.

Quanto sopra è una delle numerose specificità del “metodo Apiantide” che vi racconterò nei dettagli la sera dell’8 di febbraio. Voglio parlarvi anche delle altre azioni che metteremo letteralmente in campo per iniziare lo studio che prevede, in poche stagioni, di replicare il successo di altre realtà italiane che riescono a far vivere le loro api senza l’ausilio di chimica o il continuo intervento dell’uomo. Esistono, hanno successo, ma sono spesso screditate perché hanno il benessere delle api come obiettivo a discapito della produzione di miele. Ribadisco che Apiantide non è contro gli apicoltori ma contro le tecniche spinte che vengono utilizzate per la massimizzazione degli utili derivati dai prodotti dell’arnia.
Con le api sta succedendo la stessa cosa accaduta con gli altri animali da allevamento intensivo. Polli e mucche hanno già dimostrato che, per l’uomo, è un pericoloso l’allevamento industriale a cui sono sottoposte. Noi cerchiamo di evitarlo, almeno alle api. Sto già stendendo un nuovo articolo in cui vi racconto in modo semplice e preciso come, già oggi, esistano realtà che producono un miele etico e non solo a parole.

Presto, con l’impianto delle arnie, partiranno anche alcune azioni di “flower-dropping”, una attività di “guerriglia ambientalista”, che dedicheremo proprio alle zone dove troveranno casa le api di Apiantide. Queste azioni avranno lo scopo primario di informare la cittadinanza della nostra presenza in zona e sulla nostra attività. Con un solo colpo otterremo più pascolo per le api e più sostenitori per la causa degli impollinatori: rimanete sintonizzati, abbiamo bisogno anche del vostro sostegno.
Stiamo lavorando anche ad altre iniziative già annunciate e che necessitano di una buona pianificazione. Posso già confermare un nuovo incontro pubblico sostenuto dal comune di Orino in cui, oltre che un’istantanea sul problema della scomparsa degli impollinatori, ci concentreremo maggiormente sulle soluzioni da applicare e sul “metodo” che stiamo seguendo.

Dallo scorso weekend Apiantide è tra i sostenitori della campagna europea “Savebeesandfarmers” per chiedere alla UE l’abolizione dell’uso di pesticidi e lo stop alle tecniche agricole irrispettose dell’uomo e dell’ambiente. Ti chiediamo, se lo senti davver come bisogno, di partecipare e firmare la petizione: servono un milione di adesioni.
Purtroppo tutto il materiale informativo interessante, contenuto nel sito ufficiale dell’iniziativa, è scritto in inglese ma, tempo e risorse permettendo, ci preoccuperemo come associazione di tradurlo e renderne accessibili le parti salienti anche a un pubblico non poliglotta: la divulgazione di notizie sul mondo degli impollinatori rientra tra i fini sociali di Apiantide.

Non ci siamo dimenticati di “Good of the hive”, la missione di Matt Willey, che vogliamo ospitare in Italia. Il lockdown ha bloccato davvero ogni programmazione futura e, essendo questa iniziativa un impegno che muove un'organizzazione come quella di un concerto (compreso il budget), oggi è quasi impossibile fornire dati precisi sul dove e quando: di certo c’è che ci stiamo lavorando assieme ad alcune realtà comunali e speriamo presto provinciali e regionali.

Mi scuso per la lunghezza del mio post ma la voglia di comunicarti tutto quello che accade in Apiantide è tanta e quindi a volte esagero.
Concludo con l’invito a far parte del gruppo dei Cittadini di Apiantide: ogni contributo è importante. Dona o associati adesso.


Giulio Puccini
Presidente di Apiantide